Villa la Magia
La Villa La Magia è situata su un’altura delle pendici settentrionali del Montalbano,
in una splendida posizione dominante la vallata dell’Ombrone Pistoiese. E’ raggiungibile
dal vicino centro di Quarrata percorrendo la via vecchia Fiorentina in direzione
di Pistoia.
Il complesso architettonico della villa è sorto intorno ad un primo nucleo trecentesco
costituito da un fortilizio a casa-torre, di proprietà della famiglia pistoiese
dei Panciatichi, che la tradizione vuole fondato da Vinciguerra Panciatichi, al
suo ritorno dalla Francia intorno al 1320. Il casato dei Panciatichi si contendeva
con la nobile famiglia dei Cancellieri il predominio del territorio pistoiese, e
pertanto necessitavano di strutture difensive sparse sul territorio. I primi acquisti
in località “La Magia” furono compiuti da Corrado nel 1335 e, con ogni probabilità,
la prima torre, in una posizione ideale per il controllo della viabilità tra Pistoia
e Firenze e con funzione difensiva, fu eretta proprio tra il 1335 e il 1427.
Nel corso del Quattrocento, tra il 1427 ed il 1465 la torre è stata inglobata in
un edificio più complesso, a forma compatta, con i vari ambienti articolati intorno
ad un cortile interno. La funzione residenziale diventa preponderante rispetto a
quella difensiva.
Nel Cinquecento la famiglia dei Panciatichi viene definitivamente sconfitta dal
casato dei Cancellieri, ed i beni della famiglia venduti. Nel 1583 la Villa La Magia
viene acquistata dal granduca Francesco I dei Medici, entrando a far parte del sistema
delle ville medicee utilizzate come riserva di caccia e pesca. Francesco I ha promosso
la ristrutturazione dell’intero complesso ed il suo ampliamento con numerosi interventi
effettuati dall’architetto Bernardo Buontalenti, architetto ufficiale del granduca,
tra cui anche la realizzazione di un lago artificiale, oggi non più esistente, costruito
a posteriori poco distante dalla villa, alla quale era collegato da un grande viale,
utilizzato anche come deposito d’acqua, il che contribuì a rendere la Magia uno
dei più importanti punto d’appoggio per le battute di caccia nel vicino Barco Reale.
Nel 1626 circa è stata ufficialmente istituita da Ferdinando II la riserva venatoria
del Barco Reale Mediceo, un esteso terreno delimitato da un muro, da Artimino fino
a Quarrata e Montelupo.
Nel 1645 la villa diventa di proprietà della famiglia Attavanti, che la trasforma
da residenza di caccia in una vera e propria villa signorile, decorandola con affreschi
e stucchi in elegante stile barocco, con la realizzazione di un giardino all'italiana
con siepi geometriche e parterres. Interventi significativi si succedettero durante
la proprietà degli Attavanti, in particolare tra il 1708 ed il 1716, quando ebbe
inizio la costruzione di una cappella, iniziarono i lavori di rifacimento della
cantina e ci fu la ristrutturazione del cortile con l’esecuzione della fontana centrale.
Nel 1715 sono stati realizzati degli affreschi da Giovan Domenico Ferretti che raffigurano
Bacco e Arianna e Diana e Atteone. La famiglia ha dato un nuovo ordinamento a tutto
l'edificio, senza mutare la linea architettonica esterna, che ancora oggi si presenta
con la sua mole massiccia, tra il 1723 ed 1724 furono rialzate le facciate del cortile
ed aperti due nuovi accessi alla villa, fu creato lo stanzone per gli agrumi e dei
vasi, con le stanze per la servitù e la rimessa degli animali.
Successivamente, nel 1752 la villa è passata alla famiglia dei Ricasoli, nelle persone
dei due fratelli Bindaccio e Leone Ricasoli, i quali continuarono i lavori di manutenzione
ordinaria e l’ampliamento della limonaia, finchè trovandosi in grave difficoltà
economica, la vendettero poco dopo, nel 1766, alla famiglia Amati. Giulio Giuseppe
Amati, acquistando il possesso di 89 unità immobiliari, completarono in particolare
la sistemazione del giardino romantico adiacente alla’ala di levante della villa
e l’ingresso del giardino. Le proprietà di villa La Magia sono poi rimaste nelle
mani della famiglia Amati cellesi, di cui l’ultima ereditaria è stata la contessa
Marcella nata Pagnani, che alla fine del 1999 ha ceduto l’intero possesso al Comune
di Quarrata che, oltre a provvedere ad interventi di restauro, ha dedicato uno spazio
espositivo per l’arte contemporanea, con la realizzazione di un parco museo permanente.
La villa si presenta oggi perfettamente conservata nelle sue linee tardo rinascimentali,
caratterizzate dalla massiccia mole quadrata dalla quale avanzano le due torri angolari.
Le facciate ritmate da una serie di finestre contornate in pietra, ricordano la
linearità di altre opere buontalentiane.
L’accesso al parco, ricco di querce, cedri dell’Himalaya, lecci, platani, ginko
biloba, noci neri, avviene attraverso il cancello con esedra in muratura ornata
da colonne con fastigio. Sul lato meridionale della villa è ubicato un giardino
con impianto barocco, in cui sono presenti arredi risalenti al XVII secolo.
La sistemazione esterna
Alla fine del Cinquecento la villa con i suoi spazi esterni è raffigurata in una
lunetta di Giusto Utens, artista fiammingo che ha riprodotto le ville medicee nella
celebre serie di lunette dipinte per la Villa di Artimino. La villa La Magia appare
circondata da un vasto piazzale sui quattro lati, e con i terreni circostanti costituiti
da campi coltivati. E’ presente anche il lago usato per la pesca progettato dal
Buontalenti, al quale si accede da un viale alberato
Il giardino all'italiana e le limonaie
Nei primi decenni del Settecento la villa viene dotata da Amerigo Attavanti del
giardino a parterre, posto ad una quota inferiore rispetto alla villa. E’ caratterizzato
da una fontana centrale circolare e da quattro aiuole che ripartiscono geometricamente
il terreno, nelle quali vi sono delle pietre murate dove vengono posti gli agrumi
nel periodo estivo. Intorno alla metà del Settecento degli alberi di agrumi erano
disposti a formare due “boschetti” addossati al muro che delimita il lato nord del
giardino e nelle aiuole vi erano garofani, gelsomini, mughetti e violette. Il corpo
di fabbrica della limonaia viene aggiunto a chiusura del lato di levante, e nell’ultimo
periodo del Settecento sotto la proprietà di Giulio Giuseppe Amati, viene poi costruita
nel lato opposto la limonaia di ponente, andando a creare il giardino nell’aspetto
attuale.
Il giardino romantico
Lo stesso Amati ha fatto sistemare un giardino romantico di tipo “inglese” adiacente
al corpo di fabbrica occidentale della villa, utilizzando lecci, allori e cipressi.
Alla fine degli anni novanta del Settecento viene edificata la cappella neogotica,
che va a sostituire l’oratorio seicentesco fatto costruire dagli Attavanti. Caratteristico
è il laghetto artificiale, con un leccio che posa le radici sulla cisterna. L’architetto
Antonio Gamberai ha progettato infine l’accesso con il cancello neoclassico e l’adiacente
porzione di giardino.